Radioamatori



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Il primo radioamatore è stato Guglielmo Marconi ed è la sua eredità che ora noi siamo tenuti a mantenere moralmente integra

Scopo principale di questo breve articolo è quello di esporre il mio pensiero sui principi morali e culturali che contraddistinguono  questo hobby ed è diretto a chi già non lo pratica , dato che i radioamatori , conoscono e , a grandi linee , dovrebbe già condividere tutto questo.

Il fatto che le onde radio non possono essere fermate da frontiere politiche o culturali , ha fatto si che fin dall'inizio il gesto di inviare un segnale nell'etere fosse inteso come un modo per avvicinarsi ad un altro essere umano , prescindendo da cosa o dove fosse, per conoscerlo nelle sue similitudini e differenze da noi. Infondo la radio non fa altro che mettere in comunicazione due o più esseri umani e chi non ha interesse a contattare altre persone per mettersi nella posizione di scambio culturale , ben difficilmente si appassionerà a questo hobby.

Anche i principi giuridici che ne determinano il comportamento, parlando di studio e istruzione personale , ci portano a riconoscere un ruolo fondamentale nella condivisione delle conoscenze sia tecniche che culturale , di cui ognuno di noi in una qualche misura è portatore.

Qualcuno disse "Non condivido le tue idee , ma morirei per darti la possibilità di esporle". Questo principio più di altri si adatta al cosiddetto HamSpirit. Il concetto di dare a tutti la possibilità di comunicare ad altri i propri sentimenti e le proprie esperienze , siano esse umane siano esse tecniche , è la prima e più potente arma che la radio ci ha messo a disposizione.

Ora anche se in tutto questo , inevitabilmente , subentra il fattore umano con tutti i limiti e le debolezze in esso insiti e che a volte sfociano in scontri e dissidi, questo non può non farci tendere allo scopo primario che ognuno di noi deve tenere sempre presente, il mettersi a disposizione di chi ci tende una mano o vuole da noi un aiuto , che vuole con noi uno scambio o comunque avere un contatto sia esso tecnico che umano , a prescindere dalle sue idee , dal suo colore politico o di razza. Il non tener conto di queste miserie umane , ma vedere (sentire) nell'interlocutore semplicemente un altro essere umano è il concetto fondamentale che ci spinge ad accendere le nostre radiotrasmittenti, inviare nell'etere la nostra voce ed aspettare una risposta o stare in ascolto , pronti a rispondere ad una chiamata.


LA RADIO non solo uno strumento finalizzato al nostro divertimento


La radio è anche stata per molto tempo uno strumento per chiedere o portare aiuto in casi di difficoltà o emergenza ed anche se , per molti aspetti la tecnologia a superato questi concetti nella vita quotidiana , vedasi la diffusione dei telefonini così capillare ai nostri giorni , non è difficile che in casi di calamità sia richiesto il nostro aiuto , proprio perché i sistemi normali, reti telefoniche , elettriche e digitali , possono andare soggette a sovraccarichi di utilizzo o interruzioni di esercizio nei momenti critici. Proprio nei nostri sistemi , spesso resi da noi indipendenti dalle normali reti di alimentazione , si vede un sistema alternativo di comunicazione che è indispensabile mantenere efficiente. A tal scopo anche noi siamo spesso impegnati in esercitazioni di collegamenti a breve o lunga distanza , che noi usiamo chiamare Contest, cioè gare , che sovente si svolgono su sperduti isolotti o scogli, in alta montagna e comunque lontano dalle normali linee di alimentazione elettrica. Il che ci portano ad essere sempre pronti ed operativi alla bisogna.

Non a caso la nostra attività prende il nome di SERVIZIO DI RADIOAMATORE , proprio perché più che un hobby deve anche essere inteso come un servizio verso la società che tutti noi possiamo essere chiamati a svolgere in ogni momento sia come volontari iscritti nelle organizzazioni di trasmissioni di emergenza, sia precettabili dalle autorità. Non a caso durante la , grazie al cielo, sopravvalutata emergenza di fine millennio (Millennium bug), molti di noi si sono resi disponibili ad essere operativamente presenti nelle varie prefetture , negli ospedali ed autoambulanze , nei centri di pronto intervento ecc. Lo stesso ministero della Protezione Civile , in collaborazione con quello degli Interni , sta da qualche anno organizzando simulazioni di calamità nelle varie regioni italiane , a cui siamo chiamati a partecipare nella parte riguardante le comunicazioni di emergenza , per mettere in contatto i centri operativi con le strutture territoriali , quali comuni , centri di raccolta , ospedali ecc.


palfen 24/11/2002